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Territorio

Sarrabus

Oltre alle acque cristalline che lambiscono le sue spiagge e le sue scogliere, in buona parte presidiate datorri aragonesi, come quelle di Porto Giunco e di San Luigi, il Sarrabus è ricoperto da una fitta vegetazionein cui i profumi di corbezzolo, lentisco, mirto, lecci, querce si mescolano generando fragranze intense.

Questo accade soprattutto nel Parco dei Sette Fratelli o nelle foreste montane di Villaputzu, nei cui pressi sorgono anche le miniere calcaree di Gibbas e S’Acqua Arrubia: l’area del Sarrabus, con i suoi giacimenti, fa parte dell’importante Parco Geominerario della Sardegna.

Le miniere d’argento del monte Narba sono state la svolta per San Vito, paese di vocazione agricola, ma anche artigianale: oltre ad una ricca produzione di cestini, vanta la preparazione delle launeddas, tipico strumento a fiato a tre canne.
I tesori lasciati dall’uomo nel corso della storia amplificano la bellezza dei suoi luoghi come le domus de janas inglobate nella chiesa di San Priamo a San Vito, oltre ai nuraghi di S’omu’e s’Orcu nella piana di Santa Giusta e quello di Asoro nei pressi di San Vito.

Nel museo archeologico di Villasimius, attraverso le quattro sale che lo compongono, è possibile ammirare reperti provenienti dagli scavi nelle aree nuragiche e da recuperi effettuati a media ed alta profondità, così come la ricca ed efficace sezione dedicata ai fenici, nella quale si offre una ricostruzione della cultura e degli usi del popolo del mare.

Gerrei

Il Gerrei è un’area occupata da una serie di altopiani e profonde valli, in cui cresce rigogliosa la macchia mediterranea attraversata dal fiume Flumendosa: qui sorgenti d’acqua fresca irrorano le vallate ricoperte disugheri, lecci, olivastri.

Numerose vestigia archeologiche costellano il territorio: dalle domus de janas nella zona di Su Cranku al complesso di Pranu Muttedu presso Goni, dove circoli megalitici immersi nel silenzio racchiudono i misteri di civiltà antichissime. Così come la memoria della civiltà contadina si conserva nelle raccolte etnografiche del Museo S’omu de is ainas (“la casa degli attrezzi”) di Armungia, paese celebre per aver dato i natali allo scrittore e politico Emilio Lussu.

Ma il Gerrei non offre solo attrattive archeologiche o etnoantropologiche: un importante centro originatosi in epoca punico-romana, San Nicolò Gerrei, ospita infatti due bellissime sculture moderne dedicate allo storico dell’arte Salvatore Naitza. Gli amanti delle espressioni artistiche innovatrici, dunque, potranno ammirare in Piazza Lussu la scultura di Giovanni Campus, mentre l’opera di Pinuccio Sciola campeggia in piazza Naitza. Campus e Sciola, due protagonisti del panorama artistico contemporaneo a livello internazionale, lasciano dunque i segni di rinnovamento in un paese profondamente radicato nel passato.

Trexenta

La zona della Trexenta è un susseguirsi di verdi e rigogliose campagne dove frutteti si alternano a vigne,oliveti, campi cerealicoli. Le sue felici condizioni climatiche, favorite anche dall’abbondanza d’acqua, hanno sempre determinato una ricca produzione locale di vino, olio e grano, tuttora rinomata.

Proprio al suo paesaggio fertile si deve l’articolata stratificazione storica degli insediamenti umani, che affondano le radici fin dall’epoca preistorica, per proseguire nel periodo punico quando divenne un importante granaio. A questo proposito merita una visita il Museo del Grano di Ortacesus, che documenta gli aspetti tradizionali della coltivazione, lavorazione e consumo del grano.

Fra le aree di interesse archeologico nel territorio della Trexenta si segnala il santuario nuragico di Santa Vittoria, centro di culto di rilevanza regionale, capace di attrarre anche da lontano le popolazioni della Sardegna dell’Età del Bronzo.

Nel periodo medioevale distretto del Giudicato di Cagliari, la Trexenta ha vissuto in prima linea capitoli significativi della cultura artistica in Sardegna: così, nella cattedrale romanica di San Pietro a Suelli è possibile ammirare l’importante Retablo di San Pietro eseguito nella bottega cagliaritana dei Cavaro, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel XVI secolo; Senorbì, città interessata da insediamenti nuragici, diede i natali a Giuseppe Antonio Lonis, il più importante esponente della scultura lignea nell’Isola; Guasila, con la chiesa di Santa Maria Assunta di Gaetano Cima, propone uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica nell’Isola.